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01/07/2013
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"Vorrei che anche la mia ombra potesse far del bene"

(Beato Alfonso M. Fusco)

Premessa.

La Congregazione delle Suore di S. Giovanni Battista, ente Ecclesiastico, civilmente riconosciuto, in data 04/08/2011, stipula un contratto di affitto del ramo di azienda per la gestione della Casa di Cura “Villa Benedetta”, sita in Circ.ne Cornelia, 65, di cui la Congregazione e’ proprietaria, alla Societa’ “Impresa Sanitaria ALFA 88 S.r.l. con sede in Roma, Piazza Gondar, n.14, n.19.

Tenuto conto della particolare natura dell’ente Locatore, è fatto esplicito obbligo a detta Societa’ di realizzare la gestione e le attivita’ sanitarie presso la predetta Casa di Cura, secondo la Dottrina e la Morale cattolica, così come insegnate dal Magistero della Chiesa.

Pertanto e’ vietato svolgere attività, perseguire programmi anche solo sperimentali, in contrasto con la dottrina e la morale cattolica, secondo l’insegnamento della Chiesa, con particolare riferimento alle Leggi 194/1978 (cosidetta legge sull’aborto) 4/2004 (fecondazione medicalmente assistita).

L’ Art. 18 del citato contratto stipulato con la Societa’ Impresa Sanitaria Alfa 88 S.r.l., nel rinviare ad una specifica Convenzione la disciplina dei rapporti concordati nonche’ la messa a disposizione delle Religiose per lo svolgimento di attivita’ funzionali al progetto etico, precisa che lo svolgimento delle predette attivita’ costituisce, sotto il profilo etico, la concreta realizzazione delle finalita’ e degli obiettivi della Congregazione.

Negli accordi e’ stato altresì stabilito che il presente Progetto Etico costituisce elemento essenziale del Contratto. Esso e’ espressione dei principi, dei valori, della volonta’ e del carisma della Congregazione, attenta a promuovere la vita nell’accezione piu’ ampia del termine, a favorire la collaborazione e la comunione, a testimoniare la compassione del Signore Gesu’ verso tutti, e nell’ambiente sanitario, in modo molto particolare, verso la persona malata.

La Premessa del presente progetto costituisce parte integrante dello stesso.

Indicazioni relative ad alcuni termini assunti nel Progetto.

E’ utile esprimere le valenze delle parole-chiave a cui si fa riferimento nel medesimo Progetto.

Persona

La persona, considerata come unicita’, e’ irripetibile, in continua trasformazione, bisognosa, per svilupparsi in pienezza, di positive relazioni orizzontali umane e di apertura verso dimensioni che la superano; portatrice e fautrice di vita creativita’ nel contesto sociale.

Persona malata

La persona malata e’ in uno stato di particolare fragilita’, sia per il dolore sia per la solitudine in cui viene a trovarsi con il ricovero, che la distacca dall’ambiente familiare, genera condizioni di paura e di incertezza sul futuro.

Se in detta situazione, ella non e’ compresa ed accolta, puo’ chiudersi alla relazione, cadere nello scoramento e nella prostrazione. Se e’ invece accompagnata con professionalita’, unita ad affetto, calore umano e com-passione, puo’ aprirsi alle dimensioni piu’ ampie dello spirito, all’ approfondimento del senso delle cose e della vita.

Umanizzazione

In un mondo dove si e’ sempre piu’ sottomessi alla tecnologia, dove le relazioni sono troppo spesso sorde alle esigenze vere della persona, che di frequente vengono disattese da scelte finalizzate al mero profitto, riscoprire il volto umano della persona, rispettarlo, farlo emergere nella persona stessa, e’ la missione di quanti operano in una struttura sanitaria di ispirazione cattolica, dove la reciproca accoglienza, l’attenzione, l’ascolto, il rispetto, la ricchezza del lavoro in equipe, in spirito di gioiosa e fattiva collaborazione, devono essere abituali.

Spiritualita’

Nel contratto di locazione, Art. 18 che recita:”fornire al malato un’assistenza non soltanto materiale” si rimanda per questo al presente Progetto etico, dove Spiritualita’ vuol dire che, oltre alla materia visibile, esiste un livello spirituale di esistenza, dal quale la materia trae vita, intelligenza, scopo di esistere.

E’ superfluo notare che detta dimensione non e’ solo considerata nella religione cattolica, la quale pero’, riconoscendo nella persona lo spirito vitale di Dio:”Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza (Gen.1,26); e soffio’ nelle sue narici un alito di vita(Gen.2,7). E nel NT “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?(1.Cor.3,16) deve avere verso la persona un rispetto piu’ profondo e l’attenzione a non turbare, ma anzi a favorire l’incontro con Dio, perche’ ogni esperienza, in particolare quella dura della sofferenza, trovi senso e diventi via verso un incontro piu’ profondo e personale con Lui.

Compassione

La compassione e’ la forma piu’ pura dell’amore, per questo e’ terapeutica. Essa spinge a donare attenzione, tempo, energie, senza aspettare di ricevere in cambio qualcosa, a com-patire cio’ che sta vivendo l’altro, a prendersi cura lasciando la piu’ ampia liberta’ di risposta.

Collaborazione

La Casa di Cura e’ un organismo, inserito in un sistema sociale piu’ ampio, dove ognuno ha delle peculiari responsabilita’ e dove l’interdipendenza dei singoli e dei diversi settori esige il coinvolgimento armonico delle varie individualita’ e delle differenti prestazioni. In un clima di reciproco rispetto e ascolto, ognuno si inserisce nel tutto con la sua specificita’.

Principi

La Congregazione pone i seguenti principi secondo i quali viene programmata e realizzata l’attivita’ assistenziale presso la Casa di Cura.

1. Centralita’ della persona nell’ambito della programmazione, organizzazione e gestione delle risorse nonche’ delle attivita’ assistenziali, di formazione e di verifica.

2. Rispetto dei diritti fondamentali della Persona: diritto alla vita, alla dignita’, diritto all’autodeterminazione e all’uguaglianza.

3. Assunzione dell’attitudine a “predersi cura” per favorire una migliore qualita’ di vita.

4. Umanizzazione dei rapporti con le persone che a qualsiasi titolo - pazienti, operatori, amministratori - stabiliscono rapporti e relazioni con la Casa di Cura e con i servizi facenti parte del contesto. Si tratta di uno stile, di un approccio che deve permeare l’intero sistema ed essere agito in tutte le sue forme ed espressioni.

5. Organizzazione dei servizi improntati all’accoglienza rassicurante, alla presa in carico del paziente  - sostegno psicologico, spirituale, in tutte le fasi della malattia, vissute presso Villa Benedetta - al sostegno spirituale e morale della Famiglia del malato e delle persone che fanno parte del contesto dei rapporti affettivi della persona in assistenza.

6. Personalizzazione del rapporto tra gli operatori e con il malato in relazione alla specificita’ della persona, che vive una difficile situazione di sofferenza.

7. Affermazione in tutte le espressioni dell’etica delle cure e del valore della vita, la stigmatizzazione di ogni prassi di abbandono terapeutico.

8. Garanzia delle condizioni e del sostegno anche informativo nella fase del consenso informato perche’ sia libero, personale (proprio perche’ manifestazione della volonta’ del paziente) preventivo e specifico, attuale e chiaramente manifestato, revocabile.

9. Intervento da parte degli operatori, in caso di dissenso informato, a tutela del diritto del paziente alla vita e alla salute.

10. Impegno del Gestore a far conoscere e assumere il Progetto da parte del personale e di tutti gli operatori coinvolti direttamente e indirettamente nell’attivita’ sanitaria.

Finalita’

1. Presa di coscienza di quanto sopra esposto e assunzione di responsabilita’ a proseguire le seguenti finalita’ e ad attivare azioni conseguenti.

2. Attivazione di un sistema di monitoraggio dell’efficienza dei servizi e dell’efficacia delle azioni intraprese anche in termini spirituali, al fine di individuare in modo tempestivo eventuali criticita’ gestionali e tecnico operative ovvero individuare scostamento, ritardi anche parziali nell’evoluzione in senso etico del sistema nella sua interezza.

3. Rimodulazione del sistema organizzativo, tecnico-operativo e strutturale in funzione della persona malata, della sue esigenze spirituali e morali.

4. Promozione della crescita culturale e spirituale degli operatori, definendo e realizzando un programma di formazione specifica, che approfondisca i contenuti del presente Progetto e le possibili correlazioni con altri temi ad esso attinenti; definizione e attuazione di un programma di formazione continua su aspetti specifici dei differenti settori e attivita’ della Casa di Cura, sollecitando la partecipazione anche di operatori impegnati in un piu’ vasto raggio del territorio.

5. Costituzione di un organismo partecipato (Congregazione-Impresa Sanitaria) per il monitoraggio e la verifica dell’applicazione dei principi convenuti nel presente Progetto Etico.

Strumenti

Struttura

1. La struttura, piena di luce ed accogliente, situata in un complesso naturale armonioso, con spazi ben distribuiti, favorisce la distensione e l’apertura fiduciosa, dispone a pensieri di speranza. La presenza della cappella, lineare ed essenziale nell’architettura e nell’arredamento, induce alla riflessione e alla pace. L’ambiente sereno e familiare facilita le relazioni, predispone all’accoglienza e alla collaborazione. La posizione, favorita da una fitta e comoda rete di trasporti, agevola le visite di familiari e amici.

2. Apparecchiature e nuove tecnologie

Le apparecchiature, una volta rinnovate, permetteranno percorsi rapidi di diagnostica sullo stato di salute della persona, mentre renderanno le stesse indagini sempre meno invasive e piu’ precise.

3. Risorse umane

  • Professionisti di livello, cordiali, appassionati alla missione che svolgono.
  • Dipendenti professionalmente preparati, aperti alla comunicazione e alla collaborazione
  • Religiose accoglienti, dedite al bene fisico e spirituale dell’ammalato, vicine alle famiglie, che, nella semplicita’ e trasparenza della religione, testimoniano la compassione di Dio verso i suoi figli, promuovono la pace e la comunione.
  • Volontariato giovanile, che va promosso, formato, sostenuto.
  • Inizio e rafforzamento dei rapporti con gli Istituti Universitari attraverso protocolli di intesa per permettere la frequenza di giovani laureandi e/o specializzandi in medicina e psicologia.
  • Relazioni di collaborazione con altre strutture sanitarie, in particolare universita’ italiane e estere, e anche con strutture ospedaliere di ispirazione cattolica.
  • Relazioni con le Istituzioni pubbliche, improntate a collaborazione fattiva e responsabile.

4. Organizzazione

L’ organizzazione permettera’ di monitorare e promuovere l’efficienza dei servizi e delle azioni intraprese in modo coordinato, nei differenti settori e livelli. Favorira’ la puntuale informazione e la presa di coscienza della interdipendenza dei settori nonche’ della comune responsabilita’ verso il funzionamento del sistema, a vantaggio sia degli operatori che dell’utenza.

5. Formazione Convegni - aggiornamenti

In un mondo in continuo sviluppo, che sollecita risposte nuove a situazioni complesse, e’ indispensabile vivere in atteggiamento costante, ad acquisire nuova forma a livello professionale, ma anche psicologico e spirituale. Pertanto quanti sono impegnati nella gestione di Villa Benedetta, programmano attivita’ di formazione professionale, umana e spirituale e coinvolgono gli operatori sanitari nella realizzazione. Offrono inoltre all’utente della Casa di Cura e a quanti sono in qualche modo coinvolti nella situazione dei degenti, possibilita’ di informarsi sulle varie modalita’ di reagire di fronte alla specifica infermita’, di precauzioni da assumere per gestire nel migliore dei modi, a livello personale, le difficolta’ derivanti dalla sofferenza e dalle limitazioni causate dalla malattia.

6. Verifiche - ascolto dell’utente sulla qualita’ del servizio

Dal momento che il centro della Casa di Cura e’ la persona e in particolare la persona malata, sara’ fondamentale mettere in atto test di verifica tali da rivelare la qualita’ del servizio effettuato , in risposta alle attese degli utenti e dei loro familiari, nonche’ del personale, dei collaboratori e dei professionisti che operano nella Casa di Cura.

7. Apertura al territorio

Individuare strumenti per garantire la positiva incidenza della Casa di Cura nel territorio, intesa come punto di riferimento dello stesso e come luogo che, oltre all’eccellenza terapeutica, garantisce il sostegno psicologico e spirituale.

8. Conoscenza e attuazione del Progetto

Il presente Progetto sara’ opportunamente presentato alla “Comunita’ sanitaria” di Villa Benedetta studiato e attualizzato attraverso mirate programmazioni, la cui attuazione verra’ periodicamente verificata dall’ apposito Organismo a cio’ costituito, secondo il punto n. 5 della Finalita’ del presente Progetto.

Roma, 04 agosto 2011
 

Il sottoscritto Dott.ssa Vezia Mei, in qualità di Direttore Sanitario della Casa di Cura Privata Villa Benedetta – gestita da “Impresa Sanitaria Alfa 88 s.r.l.” - dichiara sotto la propria responsabilità, che il messaggio informativo contenuto in questo sito è diramato nel rispetto delle linee Guida contenute nelle “Direttive per l’ Autorizzazione della Pubblicità e dell’ informazione su Siti Internet e per l’uso della posta elettronica per motivi clinici” – Delibera n° 129/2007 adottata dal Consiglio Direttivo dell’ ordine di Roma in data 19 Giugno 2007.